02/10/2022

Per gli aeroporti una tara in più: l’analisi di ASPASI sulla legge sul CO2

Il 13 giugno, il Popolo svizzero sarà chiamato a votare sulla nuova legge sul CO2 finalizzata alla messa in opera di misure necessarie per contenere il riscaldamento climatico che riguarda tutto il mondo e tutti noi cittadini attenti alla qualità di vita e all’ambiente. Già in grave difficoltà e sotto enorme pressione per la crisi che perdura, le strutture aeroportuali – svizzere e ticinesi – sono direttamente colpite da questa riforma.

La nuova legge sul CO2 tocca direttamente il settore dell’aviazione con l’introduzione di nuove tasse. In questo momento di crisi, ogni onere aggiuntivo rappresenta un colpo pesante per strutture già in difficoltà. In concreto, la nuova legge imporrà una tassa di partenza per ogni singolo business fino a 3’000 CHF e fino a 120 CHF per passeggero di voli di linea. Non va inoltre dimenticato che anche il carburante per l’aviazione subirà un aumento di una decina di centesimi al litro e ciò colpirà indiscriminatamente tutta l’utenza, dalle scuole di volo al trasporto aereo. ASPASI, quale associazione a difesa dei passeggeri e degli aeroporti della Svizzera italiana, è preoccupata e ritiene di formulare le seguenti puntualizzazioni:

  1. Il settore dell’aviazione, per sua stessa natura, pur avendo un’influenza ambientale locale, ha una scala di attività sovranazionale, per non dire mondiale. Il suo influsso, in termini di CO2, è marginale (pochi punti percentuali) e anche in caso di drastica diminuzione delle attività di volo il contributo al contenimento deli riscaldamento climatico non sarà sostanziale e percettibile. Per queste ragioni gli Stati nazionali e le organizzazioni internazionali da diversi anni stanno elaborando una serie di misure a livello sovranazionale. La legge, così come presentata, rischierà di provocare uno spostamento di attività, voli, passeggeri e investimenti sugli aeroporti delle vicine nazioni europee. Per il Ticino ciò significa spostare l’aviazione “business” negli aeroporti lombardi, dai quali poi i passeggeri arriveranno in Ticino con l’elicottero, in barba a qualsiasi velleità di riduzione delle emissioni CO2.
  2. Il settore aeronautico ticinese si sta già muovendo verso le nuove tecnologie che sono attente alle emissioni ambientali. Inoltre, da diversi anni la sostituzione del parco degli aeromobili privati sta portando ad una sostanziale diminuzione del rumore e dei consumi. I vecchi bimotori generatori di rumore sono ormai storia del passato. Da pochi mesi a Lugano è operativo il primo aeromobile a propulsione elettrica. L’aviazione ticinese, quindi, già si è attivata, e continua a farlo, in direzione della diminuzione delle emissioni ambientali, senza che vi sia una legge sul CO2.
  3. Fino al 2019, il 40% delle esportazioni svizzere ed il 35% dei turisti che arrivavano in Svizzera utilizzavano il mezzo aereo. Con le nuove tasse unilaterali i settori economici votati all’esportazione, già soggette ad una forte concorrenzialità internazionale sui prezzi, ed il turismo saranno ancora una volta colpiti.
  4. Tutta la filiera aeronautica ticinese che ora impiega più di cinquecento collaboratori subirà un ennesimo contraccolpo.

Per questi motivi ASPASI ritiene importante, nell’ambito del dibattito pubblico in vista della votazione di giugno, evidenziare gli aspetti negativi della nuova legge sul CO2, potenzialmente in grado di peggiorare ulteriormente le condizioni quadro del settore dell’aviazione civile nazionale e ticinese.