01/04/2026

La sicurezza aerea degli aeroporti regionali

Lo scorso 4 marzo 2026 il Consiglio nazionale ha approvato le «misure di sgravio dei costi della Confederazione » togliendo, con 120 voti favorevoli e 73 contrari, la misura che proponeva l’azzeramento del finanziamento federale per la sicurezza aerea, assicurata da Skyguide SA, negli aeroporti regionali svizzeri. La decisione della «Camera bassa» confermava quanto il Consiglio degli Stati già in dicembre 2025 aveva deciso. Il paventato referendum del Partito dei Verdi contro le sessanta misure proposte dalla Confederazione che spaziavano dai trasporti pubblici alla formazione passando per la sicurezza aerea il 16 marzo non è stato attivato in quanto sarebbe mancato il sostegno del Partito socialista nazionale. Per gli otto aeroporti regionali svizzeri questi mesi iniziati con la consultazione del marzo 2025 e conclusisi con la decisione del 4 marzo 2026 è stato vissuto come un vero e proprio «stress test». In concreto l’erogazione di questi contributi federali, basati sull’Art 87 della Costituzione federale plebiscitato in una votazione popolare, si basa sul Fondo speciale per il traffico aereo (FSTA) che è alimentato dal 50% dei dazi sui carburanti aerei usati in Svizzera e prelevati dalla Confederazione.

De facto si tratta di un fondo simile a quello per le strade nazionali (FOSTRA) e per le ferrovie (FAIF) ed è l’unico contributo pubblico che l’aviazione civile svizzera riceve laddove il contribuente svizzero non paga nulla. Negli Stati confinanti questo compito è riconosciuto e finanziato nel novero della «Sicurezza generale dello Stato», alla stregua della sicurezza «terrestre». La vera valenza della decisione del Parlamento federale è il riconoscimento dell’importanza degli aeroporti regionali. I media hanno dato spazio alle conseguenze che l’implementazione di questa misura avrebbe avuto sugli aeroporti regionali. In effetti la sicurezza è centrale per la competitività degli aeroporti e degli spazi aerei laddove tecnologie come il FLARM elaborato da giovani ingegneri svizzeri e in esercizio dal 2004, il ridisegno strutturale dello spazio aereo svizzero AVISTRAT sono solo due delle varie misure. Sempre più questi sistemi e queste procedure saranno in grado di gestire ogni mezzo aereo, indipendentemente dalla dimensione e dalla tipologia. In sintesi si può affermare che lo spazio aereo è uno solo, mentre gli utilizzatori possono essere civili o militari che solo in una gestione che sfrutta lo sviluppo tecnologico potrà mantenere un alto grado di affidabilità in ogni condizione locale o nazionale e, soprattutto, in ogni sviluppo politico.

Ora si tratta di tornare al lavoro per modernizzare dove tutti gli attori sono chiamati a dare un contributo.

di Davide Pedrioli

Apparso sul CdT il 25.03.2026