24/07/2024

Aeroporto: chi lo vorrebbe sepolto, e chi rilanciato

L’aeroporto di Lugano, per alcuni, è un «morto che cammina» e quindi da chiudere (vedi lo scritto dell’MPS di qualche giorno fa), per quanto mi riguarda è invece un’opportunità, consolidata, che ci collega al resto della Svizzera economica, imprenditoriale e non solo. Le solite scuse che raccontano i contrari di cui sopra, della CO2 emessa dai jet privati, sono semplicemente slogan ad effetto, cercando di far leva sempre sui soliti spauracchi. Chi possiede un aereo di solito porta anche introiti al nostro cantone così come nel Comune di residenza e in tutta la regione.

Lugano, dopo alcuni anni di turbolenze gestionali che ho vissuto come consigliere comunale e l’ammetto, è riuscito, dall’inizio della pandemia, a trovare un nuovo modulo funzionale dedicato al volo privato e di business. Questo ha permesso di poter continuare la sua gestione in modo indipendente e senza interventi finanziari diretti. Non dimentichiamoci che molti professionisti, industriali, imprenditori e globalisti, partono dallo scalo di Agno per poi andare nel resto del mondo a portare l’eccellenza svizzera o ticinese.

Pensare oggi a una dismissione dell’aeroporto di Lugano-Agno sarebbe un suicidio che il Ticino non può permettersi. Anzi, ora più che mai e con le esperienze positive e negative del passato, abbiamo imparato a migliorarci e affrontare con occhi differenti tutto quanto ruota attorno a un aeroporto come quello di Lugano e delle sue dimensioni. In vista vi sono quindi delle scadenze che ci si augura non ritardino ulteriormente come il via libera da Berna per la scheda PSIA (strutture, superficie, spazi) e della concessione da parte dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC). Stabilizzata poi la situazione e rinnovata la concessione, l’aeroporto sarà in grado di riaccogliere eventuali compagnie aeree che vorranno offrire voli di linea, nonché vettori a propulsione elettrica in risposta alle preoccupazioni ambientali. Nel mentre lo scalo luganese non potrà di certo restare inattivo e quindi continuerà le sue attività a supporto di coloro che vorranno usufruirne. Questo consente e consentirà in ogni modo di attirare anche nuove persone facoltose ad insediarsi sul nostro territorio non solo cantonale ma anche luganese. Persone queste, a discapito di quanto scrivono i militanti dell’MPS, che portano business, affari e indotti fiscali a supporto dei conti non solo cantonali ma anche comunali, cosa che, ahimè, qualche partito e qualche movimento fanno fatica a comprendere ancora oggi. Il nostro Cantone necessita di un ulteriore sviluppo e una costante crescita se vorrà sopravvivere alla sempre più pressante concorrenza nazionale e internazionale e un esempio lampante è la strategia dei tecno-poli sparsi in diversi cantoni attorno a noi. O dentro o fuori sta a noi guardar lontano e augurarci che lo scalo resterà in buona salute nei prossimi anni.

di Tiziano Galeazzi, membro comitato ASPASI e Municipale della Città di Lugano

dal CdT del 22.09.2023