17/09/2026

LUGANO-GINEVRA un altro passo verso il collegamento aereo

ASPASI e le associazioni economiche e turistiche della Svizzera italiana accolgono con favore l’allentamento del cabotaggio contenuto nella revisione della Legge sulla Navigazione Aerea e auspicano ora una conferma da parte del Consiglio nazionale.

Nell’ambito della revisione della Legge federale sulla navigazione aerea (LNA, oggetto 25.086), il Consiglio degli Stati ha approvato la deroga mirata al divieto di cabotaggio. ASPASI – Associazione Passeggeri e Aeroporti Svizzera italiana, AITI – Associazione Industrie Ticinesi, la Cc-Ti – Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino, l’Associazione svizzera dei gestori patrimoniali, l’Associazione Bancaria Ticinese, HotellerieSuisse Ticino, la Lugano Commodity Trading Association e l’Ente Turistico del Luganese (Lugano Region, firmatarie della presa di posizione indirizzata nei giorni scorsi alla Camera dei Cantoni, accolgono la decisione con soddisfazione.

La soluzione approvata trae origine dall’iniziativa parlamentare «Garantire collegamenti efficienti. Adeguamento della legge sulla navigazione aerea» depositata dal consigliere agli Stati Fabio Regazzi e cofirmata dai colleghi Marco Chiesa, Mauro Poggia e Carlo Sommaruga. Sostenuta dalla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati, la proposta è stata successivamente integrata nella revisione della LNA. Le associazioni firmatarie sottolineano il valore di un’alleanza che ha unito, al di là degli schieramenti politici, rappresentanti ticinesi e ginevrini attorno a un obiettivo comune.

Non si tratta di una liberalizzazione generale. La modifica dell’articolo 32 LNA introduce un’eccezione chiaramente delimitata, che può essere attivata soltanto quando nessuna compagnia aerea svizzera è interessata a una determinata tratta e l’offerta esistente non è in grado di soddisfare in modo equivalente l’esigenza di mobilità. Le associazioni firmatarie sottolineano il carattere pragmatico e proporzionato dell’approccio, che interviene unicamente dove il mercato non fornisce risposte e che lascia impregiudicato il principio della riserva ai vettori svizzeri.

Il caso Lugano–Ginevra dimostra la concretezza del problema. Oggi non è possibile raggiungere Ginevra al mattino e rientrare in serata in tempi compatibili con un’agenda professionale, una situazione anomala per due centri di tale rilevanza economica. Poiché nessun vettore svizzero è interessato a servire la tratta, senza la base legale approvata il collegamento rimane scoperto.

Per la Svizzera italiana la posta in gioco è alta. Dalla soppressione del collegamento diretto, le condizioni quadro per imprese, associazioni, scuole universitarie, turismo e istituzioni pubbliche si sono sensibilmente deteriorate. La tratta è strategica per l’industria, i servizi finanziari, il commercio di materie prime e il turismo d’affari, oltre che per l’attrattiva complessiva della regione. L’accessibilità è una precondizione dello sviluppo economico: collegamenti efficienti con gli altri centri svizzeri sono indispensabili per evitare l’isolamento del Ticino e garantire integrazione economica e pari opportunità tra le regioni del Paese.

Il dossier va ora al Consiglio nazionale. Le associazioni firmatarie auspicano che anche la Camera del popolo sostenga questa soluzione, nell’interesse della coesione nazionale, della competitività economica e di uno sviluppo equilibrato di tutte le regioni del Paese, lasciando da parte considerazioni di tipo ideologico che purtroppo spesso interferiscono nella discussione in ambito della politica dei trasporti.